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BREAKING FREE. Venticinque anni dopo Srebrenica.

 

Breaking free: discriminiamo la violenza, non le persone. Testimonianze per

l’uguaglianza di genere e una società inclusiva.

Per costruire un clima di pace è necessario rendere la cittadinanza consapevole dei risvolti che possono prendere odio e violenza. Per questo verranno portate alla luce le storie delle donne vittime di violenze e dei loro bambini nati durante il conflitto degli anni novanta nell’ex-Jugoslavia. Ad oggi, in Bosnia Erzegovina queste categorie si trovano in condizioni di grande vulnerabilità sociale poiché vittime di pregiudizi e discriminazioni riguardo al loro passato fortemente stigmatizzato.

La mostra fotografica che verrà organizzata racconterà proprio la storia di questi bambini dimenticati dalla guerra che chiedono di essere accettati come membri di eguale dignità all’interno della società.

Creare uno spazio per mostrarsi è una grande possibilità per realtà così difficili e spesso sconosciute per arrivare al grande pubblico, come è successo nel 2018 quando è stato assegnato il premio nobel per la pace a Nadia Murad sopravvissuta alla schiavitù e alle violenze sessuali da parte dei militanti dello Stato islamico. La possibilità di poter portare testimonianze dirette sul territorio di Reggio Emilia sarà, per la cittadinanza, un’occasione per conoscere e far si che non si dimentichi il devastante conflitto dei Balcani; ma anche un’occasione di riflessione sulla propria realtà sociale, sui meccanismi che possono innescare violenza, discriminazione e ineguaglianza.

 

Queste iniziative si collocano a metà tra il Premio Nobel per la pace a Nadia Murad e Denis Mukwege per la loro lotta contro gli stupri di guerra (2018) e il Venticinquesimo anniversario del genocidio di Srebrenica (luglio 2020) e il Venticinquesimo anniversario del genocidio di Srebrenica (luglio 2020).

Anteprima in italia

REGGIO EMILIA

Mostra fotografica “BREAKING  FREE”

Inaugurazione Breaking Free 26 ottobre ore 17,30

Introduce Andrea Cortesi (Iscos Emilia Romagna) con interventi di Ajna Jusic (ForgottenChildren of War) e Luca Leone (giornalista e scrittore)

VOCI E STORIE DEI BAMBINI NATI DALLA GUERRA

dal 26.10 al 25.11- sabato e domenica 16.30-19.30

Reggio Emilia 2019

ORGANIZZATA DA:

ISCOS Emilia Romagna e Forgotten Children of War

PHOTO.ARTIST:

Sakher Almonem

PATROCINIO :

Comune di Reggio Emilia

OSPITATA DA:

Binario 49 – via Turri

IN COLLABORAZIONE CON:

CISL, Cooperativa sociale Madre Teresa, Associazione MirniMost, Fondazione E35, Casa Editrice Infinito Edizioni, Regione Emilia Romagna

ENTRATA LIBERA

ISCOS Emilia Romagna ha in attivo diversi progetti in Bosnia Erzegovina e proprio nella loro realizzazione ISCOS ha creato forti legami di collaborazione con alcune delle associazioni della società civile bosniaca. Il paesi è stato profondamente segnato dal conflitto del ‘92-’95 durante il quale sono stati compiuti gravi crimini di guerra a danno delle fasce più vulnerabili della popolazione come le donne e le minoranze etniche. Ad oggi in Bosnia ci sono ancora forti discriminazioni, e a testimonianza di ciò c’è l’associazione Forgotten Children of War fondata dai ragazzi nati a causa della guerra, figli di donne vittime di stupri, che combattono per il riconoscimento dei loro diritti a lungo ignorati. La mostra Breaking Free è inspirata proprio a loro, alle loro storie, alle loro madri, alle loro battaglie che sono rimaste per troppo tempo silenziose e invisibili. Le loro voci unite denunciano la realtà dei fatti, contro una comunità stigmatizzante e discriminante, per il raggiungimento di una società pacifica ed inclusiva.