femminismo e genere · poesia

Poesie femministe al Festival della Favolosità di Reggio Emilia

 Siamo
l’unione delle cose
amalgamate
fino a quello sprazzo violetto
profumo accompagnato da mani
sorelle sulla terra
venire…..
ed ogni liquido
è un figlio nello spazio.
Ti sei fermata
e l’argento bianco profanato
lasciato dagli uomini
sulla luna
toccato
dalla lanugine di un cucciolo
imbrigliato nel vento.
Mi hai detto t’amo
e l’esplosione s’è sentita lontano
ed ora siamo capitate sul mondo
quel sogno d’altro anno
quando aspettavo
in un mondo di uomini.
Siamo

Tilde
dall’antologia “Da donna a donna
a cura di Laura Di Nola

Nel festival della Favolosità che Non Una Di Meno ha organizzato a Reggio Emilia, la domenica sera prende spazio anche la narrazione poetica attraverso la rivisitazione di testi femministi rielaborati in drammaturgia dalle attrici del laboratorio MaMiMò, Lara Sassi, Margherita Prodi, Laura Visalli e Silvia Cristofori. Non poteva essere diversa la scelta, data la specificità della narrazione dei due giorni reggiani elaborata dal movimento Nudm che negli ultimi anni ha ridato vita ad una forte campagna di mobilitazione e (ri)unito le istanze politiche e culturali del femminismo, in rete con gli altri movimenti internazionali per le azioni politiche di contrasto ai quei regimi di “patriarcato globale” che “producono e amministrano la diseguaglianza e la violenza” come ricorda Judith Butler. La poesia civile e femminista, laicamente rivendicativa dei diritti di autodeterminazione e pari dignità civile e sociale fra i sessi, non porta con sé quasi mai una pace critica, come conseguenza della sua ereditaria natura di parte della poesia femminile, costola “spinosa” del patrimonio poetico, che segue un cammino quasi parallelo in esso, fin dalle rivendicazioni e visibilità delle sue stesse “madri culturali”, come le chiama Biancamaria Frabotta, che ancora oggi soffrono di una minore equità di rappresentanza e diffusione nelle scelte critiche e nelle stesse storicizzazioni, in cui l’esame del testo (o meglio, il piacere del testo) fatica ad emergere perfino nella sua diffusione “paritaria”. La diffusione culturale non è “neutra” : è più facile reperire un’antologia tematica che un’antologia di letteratura poetica in cui i testi passino attraverso l’esistenza congiunta dei generi. Scrive Andrea Cortellessa: “Il problema non può essere di contenuti in quanto tali. Altrimenti davvero un’antologia di poeti donne non avrebbe un senso molto maggiore che una di poeti dai capelli biondi”. I contenuti, il lavorio del testo è il punto di vista in cui riconoscere un linguaggio e posizionarlo in una scala di valori ontologici, e dal “punto di vista dei problemi teorici che la discussione sulla poesia femminile apre sono pochi, oltre le donne a volerci applicare un po’ d’acume – scrive la Frabotta. Fortini, anche se molto brevemente, suggerirà una distinzione fra fondazione immaginativa del linguaggio, di origine femminile, e sistema dei valori o istituzione poetica, maschili”. Ma è il testo la partenza e l’arrivo di ogni firma, oltre il genere o dentro di esso. Gioco forza, ricordare che i grandi editori solo in piccolissima parte mettono in stampa firme poetiche femminili, e accanto ad una raccolta antologica di Amalia Rosselli o di Jolanda Insana ve ne sono migliaia di Quasimodo e decine di Zanzotto.
“Eravamo senza voce – ricorda spesso la poeta Gabriella Gianfelici – e abbiamo lottato per sanare la disfonia della storia mettendoci a lavorare per ritrovare le voci perse. Questa lotta era comune in quei collettivi femministi italiani degli anni ’60 che si interessavano di letteratura”. Il web ha dato una parziale inversione di rotta a questi silenzi, soprattutto nella diffusione di blog e riviste culturali in cui è possibile crearsi una biblioteca personale “sovraculturale”, in cui legare (o slegare) i percorsi di lettura femminile alla lettura universalistica, permettendo l’incrocio di più “direzioni” di scritture, di arricchimenti, di conoscenze. Così come i festival di poesia, diffusi e consolidati in gran parte del territorio nazionale. Da domenica, se ne aprirà un altro di incrocio , quello reggiano della Favolosità. I testi scelti dalle attrici sono in parte tratti (giustappunto) da un’antologia del 1976, “Da donna a donna”, a cura di Laura di Nola, che per scelta ideologica non riportava che i nomi di battesimo delle poete e dalla lunga cantilena “Quelle del movimento di liberazione”, testo liberamente tratto e tradotto dalla poesia francese “Les celles du mouvement des liberation des femmes “ costruito “in progress” nei collettivi d’Oltralpe dal 1970 al 1976 circa. Accanto ad essi, due poesie di femministe americane, Sandra Hochman e Jean Teppermann, entrambi scritti negli anni ’70.

festival femminista a Reggio emilia

Per avere delle informazioni più dettagliate sull’evento, NUND ha creato una pagina facebook, di facile accesso:
https://www.facebook.com/events/2484496608449199/

Bibliografia:
riferimenti in rete x Andrea Cortellessa
http://www.leparoleelecose.it/?
Biancamaria Frabotta, Letteratura al femminile, De Donato editore, bari 1980

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