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POESIE PER ANTIGONE LA DISOBBEDIENTE (Alziati, Farrokhzad,Yeats)

«Antigone, è vero quello che dicono? È vero?
Dove sono le prove?»

(Corrado Benigni da Tribunale della mente)

 

TERZA LETTERA AD ANTIGONE
di Cristina Alziati

Non ti mando la foto, ti descrivo.
Sulla riva, distesi sotto il sole, vedi,
i bei bagnanti, e i pueri, e il cadavere
poco discosto, soltanto dall’acqua lambito.
Non fosse per i vestiti ― per gli stracci ―
diremmo che è uno del gruppo, fra quelli
ridenti, uno vivo. È un giorno di festa.

Arriveranno gli addetti, più tardi,
a sgomberare quel corpo; altrove
si sbrigherà una pratica,
faranno un’autopsia, verrà inumato.
Questo però non c’è, nella fotografia.

E nemmeno la bava, domani, dei giornali
né la pena beghina per quel morto,
“zingaro – dirà qualcuno – ma bambino…”
C’è questa roccia, invece
fra il cisto e i rosmarini,
questa roccia residua da cui scrivo,
e dentro l’aria una preghiera
e il mare intero, lento
che prima degli addetti il corpo
si porta via, l’istante prima.
C’è il resto del paesaggio a sua custodia.

 

MY FATHER SAID 

di Athena FARROKHZAD

My father said: Your brother shaved before his beard started to grow
Your brother saw the terrorist’s face in the mirror
and wanted a flat iron for Christmas

My brother said: Some day I want to die in a country
where people can pronounce my name.

 

(MIO PADRE RACCONTAVA)

Mio padre raccontava: tuo fratello si radeva la barba prima che crescesse
Tuo fratello vedeva il volto di un terrorista allo specchio
e a Natale volle una piastra per lisciare i capelli

Mio fratello diceva: Un giorno, vorrei morire in un Paese
dove la gente riesce a pronunciare il mio nome.

 

trad. S.Sambiase)

 

ANTIGONE 

di William Butler Yeats

Overcome — O bitter sweetness,
Inhabitant of the soft cheek of a girl —
The rich man and his affairs,
The fat flocks and the fields’ fatness,
Mariners, rough harvesters;
Overcome Gods upon Parnassus;

Overcome the Empyrean; hurl
Heaven and Earth out of their places,
That in the Same calamity
Brother and brother, friend and friend,
Family and family,
City and city may contend,
By that great glory driven wild.

Pray I will and sing I must,
And yet I weep — Oedipus’ child
Descends into the loveless dust.

William Butler Yeats