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Poesie d’amore con la Zeta. (Zanzotto, Zeichen, Zironi)

Amore, san Valentino, baci e cioccolata, frasi dolci e cuoricini.

Amore, passione e piacere, palpito e pathos, poesia.

Poesia d’amore. Tre firme con l’ultima iniziale dell’alfabeto italiano. Perchè l’amore è Alfa e Omega da sempre.

VALENTINO ZEICHEN

da Ricreazione

Come dirti ancora amore mio, mia, mio, adesso
che gli aggettivi possessivi
sono istruiti di dubbi, svogliati
e disaffezionati alla proprietà
abbandonando la guardia e disertano
lasciando sguarniti i beni privati,
concedendosi solo al plurale.

***

da Pagine di Gloria

AMOR

Bianco accecante

Distanziate da me sino all’irriconoscibile!
quel pacchetto di Muratti Ambassador
così intonato al pallore del suo viso.

Ho cercato altre bionde
e nuove brune fra diverse marche
ho incenerito Malboro, Lucky Strike,
Astor, Rothmans, Lido,
le esotiche Camel
per dimenticare quell’involucro
e trovare un filtro
che trattenesse il suo ricordo.

***

Il nome rimosso

Troppo tardi amici nemici
che mi elargite questo veleno,
non dovrei scroccare le vostre sigartte.
Che sia una vendetta?

Ho volutamente confuso le tue iniziali
nell’impasto di molti nomi
ma il lievito della memoria
le evidenzia in una sigla
che ancora mi abbaglia.

Dell’infanzia sopravvive uno scenario di guerra,
in un suo rifugio ho sotterrato
il mio amore per te
temendo che venisse distrutto
ma stento a riconoscerne il mascheramento.

Quando altri ti nominano in mia presenza
mostro un’indifferenza minerale
e mi fingo altrove
simile a un vaso dalla crepa girata
verso il vuoto oltre la finestra.

Al poligono d’addestramento
non miro più alla sagoma romantica
che di spalle mi ti ricorda.
Non mi è concesso di rivelare a chi appartengo
pur avendo sempre il tuo nome
sulla punta della lingua
come un colpo in canna
puntata all’altezza del cuore e
non comprendo perché mi manchi sempre
nonostante il ripetuto segnale di: “fuoco”.

ANDREA ZANZOTTO

da Sovraimpressioni

Amori impossibili come

Amori impossibili come
sono effettivamente impossibili le colline
Non è possibile che tanto amore
in esso venga apertamente
dato
e al tempo stesso dissimulato, anzi
reso inaccessibile

Serie senza reliqui di inaccessibilità che pur fa da accattivante

ingradante tappeto sulla
più grande breccia demenza desuetudine
Colline ricche di mille percorsi di morte
per quietamente
per avventato soccorrere
tra cielitudini
per insufficienza di attenzione a sé –
di sorte in sorte
“intralcerà” “si defilerà”

Sylvia

Finita, ieri, il mio cuore ti disse.
E ancora inizio non avevi
e ancora mai nell’inizio non sei
e sempre sei l’annuncio dell’inizio.
Intatta, vigoreggiante pietra.
Mondi, furore nitido,
piaghe innumeri eccelse.
Corpi e occhi in scrigni e culle, corpi
candidi, cellule
di attive nevi,
mobili corpi tenerezza
alla mano, terrore
nell’anima, fucate
fosforescenze su tormenti e faglie. Io
io vi richiamo, io sono.
Ancora tutto: altre iridate sapide
tentacolate psichi,
altre macerie infestate di semi,
altri misteri inesplosi, tutto
ancora
tutto da consumare e da servire.
Non ha inizio l’amore.
“Or volge l’anno, sovra questo colle…”

E fronde cupe cupo nel fondo
del bosco, dell’unico bosco,
del bosco eterno mi fanno mi vivono
mi stormiscono in mille
diversi cupi cori.

SILVIA ZIRONI

da Fantasmi, spettri, schermi, avatar e altri sogni

Splendido sei, nella parola tua
che annienti, di arcaico suono
di emozione nuova, accostati
con la pelle esposta e
con le mani aperti, gli occhi
nei miei conficcati, fuggi
leggimi. Tienimi a te
come la lama piccola
della luce aliena, donami
una lacrima e una voce sola
salva, per sopravvivere.

***

l’acqua cade sempre su altra
acqua, seppure in altra forma
e non si chiede il tempo.

sarò prima di te ombra, quando
starai seduto davanti a casa
in attesa di tramonto. ti coprirò
i piedi come capelli, le ginocchia
come accucciandomi. Porterò
una nuvola di pioggia dall’oriente
umida e calda di monsone, profumata
di zenzero e vaniglia, risalirò
le cosce tue
alle venti e trenta della sera.

Saprà poi l’acqua come amarti.